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| wnyybbb | Rispondi |
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wnyybbb - ftdvfq@jtwlsc.com | |
| x basile | Rispondi |
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posso sapere il significato di " SODARCATO" ? grazie mille
piero - pier.cam@tiscali.it | |
| TMTV | Rispondi |
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Vi segnalo il termine TMTV, acronimo di Terminale Mobile di Telecomunicazione Vocale, che nel Cantone Ticino vuol dire semplicemente... cellulare! Cordiali Saluti Carlo Muccini, docente di italiano ed autore del Saggio "Il dialetto ticinese: dal 1800 ad oggi".
Carlo Muccini (visiting from Netherlands) - d2511035@bsnow.net | |
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Re: TMTV
Noi Lombardi guardiamo con molta simpatia al Ticino. Il vostro dialetto è molto simile al nostro. In Ticino però i bambini parlano ancora la lingua dei nonni, mentre da noi al di sotto dei vent'anni si parla Italiano. Voi Ticinesi e i nostri vicini dei Grigione Italiano parlano un Italiano che è tutto loro: Il sindaco si chiama"podestà", le persone del paese sono gli "indigeni", il mandamento è il "distretto", ecc. Il Ticino è in un certo senso un piccolo paradiso. Complimenti
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Re: TMTV
Noi Lombardi guardiamo con molta simpatia al Ticino. Il vostro dialetto è molto simile al nostro. In Ticino però i bambini parlano ancora la lingua dei nonni, mentre da noi al di sotto dei vent'anni si parla Italiano. Voi Ticinesi e i nostri vicini dei Grigione Italiano parlano un Italiano che è tutto loro: Il sindaco si chiama"podestà", le persone del paese sono gli "indigeni", il mandamento è il "distretto", ecc. Il Ticino è in un certo senso un piccolo paradiso. Complimenti
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| cassinese | Rispondi |
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vi sottopongo due espressioni dell'"indialetto cassinese", che hanno suscitato la mia ammirazione divertita: TAL'E QUALE, che sarebbe lo specchio e FRESSORA (da friere=friggere)che sarebbe la padella. le ho apprese da Franco Cioffi ai tempi dell'università.
rober (visiting from Italy) - rd63@live.it | |
| preghiera ave maria | Rispondi |
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buon giorno sono marco da Torino e per il mese mariano il mio prete vorrebbe avere la preghiera dell'ave maria nei vari dialetti italiani , regionali o anche provinciali . lo so che la richiesta e' particolare ma è per rivalutare i nostri dialetti italiani insieme alle lingue estere .... e africane durante il rosario ringrazio per la collaborazione e spero in una risposta in quanto ci serve in questi giorni saluti
Marco Puppo Pino Torinese (visiting from United Kingdom) - m_puppoadsl@libero.it | |
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Re: preghiera ave maria
Secondo me le preghiere in dialetto erano rarissime: questo vale per la Lombardia. Le ultime generazioni che hanno recitato preghiere in dialetto sono quelle nate più o meno negli anni '20 o '30. Ma nelle città importanti di Lombardia questo accadeva almeno 20 o 50 anni prima.
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Re: preghiera ave maria
I popoli o le genti della penisola italica e dell’Europa cristiana, intesi come gente normale e comune, parlante la loro lingua naturale e storica (chiamata volgarmente dialetto) non hanno mai pregato in latino, anche perché non hanno MAI parlato il latino. Le vere preghiere erano soltanto in lingua (dialettale) brevi e corte, semplici, musicali come le filastrocche, facili da ricordare e da dire. Le preghiere istituzionalizzate, quelle ufficiali dei riti, un tempo e per secoli erano soltanto in latino, prima di essere scritte nelle lingue dei vari stati e di taluni popoli e non sono mai state pronunciate/dette dai vari popoli o gente comune, se non come ripetizioni a orecchio e mezzo storpiate, ripetizioni simmiesche di una voce solista che gli altri cercavano di imitare coralmente, ma senza riuscirci, perchè non era la loro lingua quotidiana, ma era la lingua dei signori, dei preti, degli avvocati, dei politici. Le vere preghiere sono quelle che sgorgavano dal cuore, magari tra le lacrime e i singhiozzi, nella lingua locale e naturale o dialettale. Le altre, quelle in latino erano le preghiere dell’ideologia religiosa e della casta sacerdotale, non sono mai appartenute al popolo.
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Re: preghiera ave maria
?er gli anticonformisti che vogliono provare a pregare in dialetto, ecco la mia versione in dialetto lombardo-milanes: AVE MARIA Ave Maria, de grazia piena, el Signor l'è con ti, ti te sét benedètta tra tutt i donn, e benedétt l'è 'l frutt del too vénter Gesù. Santa Maria màder de Dìo, prega per nunch pecadòr adéss e a l'ora de la nostra mort. Inscì el siga (o Amen) Prononcia della "u", "u lombarda"
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Re: preghiera ave maria
E per voi piemontesi una bellissima versione provenzale o occitana: Te saludi, Maria, piena de gracia, El Senhor es ambe tu, Siàs benesida entre las femnas, E benesit es lo fruch de ton ventre Jésus. Santa Maris, maire de Dieu, Prega per nosautres pecadors, Ara e a l'ara de nostra mort. Amén "u" come la "u" del dialetto pie montese. "nh"come la "gn" italiana. "ch" come la "c" di cena Il dittongo "ai" si legge all'italiana, cosi come "au"- La "eu" si legge separando le vocali se la e è accentata. altrimenti si legge alla francese.
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Re: preghiera ave maria
Mi associo a quanto detto da Beniamino; anche a Napoli le preghiere in dialetto erano quasi inesistenti. Tuttavia ò memoria di una Ave Maria dialettale recitata in casa dalla mia nonna materna. Questo il testo: AVE MARIA Te saluto Maria Ca chiena ‘e grazia sî…, ‘o Signore è ccu tte, tu sî ‘a benedetta tra tutte ‘e ffemmene e beneditto sia ‘o figlio d’o core tujo, Giesú. Santa Maria, ca sî ‘a mamma ‘e Ddio, prega pe nnuje ca peccature simmo mo e ô mumento d’’a fina nosta! Ammenne! Cordialmente R. Bracale
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Re: preghiera ave maria
sono quasi emozionata di aver trovato un Torinese su Dialettando, pensa che io ti sto scivendo da Superga e sto guardando l' osservatorio bianco del Pino. Benchè io sia molto anziana non ho mai sentito preghiere in dialetto, solo mia suocera insegnava ai bambini a recitare una specie di giaculatoria che diceva: Nosgnur giutemi, femi mni grand e brao. Se ti serve posso tradurtela io l' Ave Maria, però non sono una linguista. Con vero piacere ti mando cordiali saluti.
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| Amici dell'Abruzzo, siamo tutti con Voi | Rispondi |
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L'Augurio di una Serena Pasqua nonostante tutto è d'obbligo per chiunque guarda costantemente avanti e l'esperienza della vita gli ha fatto sempre sperare che il domani sia migliore di quello che è stato ieri. Cari amici abruzzesi, sono dovvero vicino a tutti voi insieme con tutta la "squadra" di Dialettando.
Luciano Simonelli (visiting from Italy) - redazione@dialettando.com | |
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Re: Amici dell'Abruzzo, siamo tutti con Voi
Mi associo al Sig. Simonelli. Quest'anno ho visitato una parte del Chietino che ho trovato interessante. L'Abruzzo così gravemente colpito tornerà quello di prima perché gli Abruzzesi sono gente seria e laboriosa.
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Re: Amici dell'Abruzzo, siamo tutti con Voi
av- mari' chien- d-raz-j prij p-nu ca sim- p-ccatur- ecc. non la ricordo bene lo,la shwa' e' scritta cosi" - "
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| Cornuto e mazziato | Rispondi |
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Salve a tutti. Mi piacerebbe conoscere la eventuale "storia" che ha dato origine al detto in epigrafe spesso usato nel napoletano.
Peppeniello (visiting from Netherlands) - peppinoliber@libero.it | |
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Re: Cornuto e mazziato
Rispondo riportando ciò che scrissi un paio di anni or sono: CURNUTO E MAZZIATO Letteralmente: becco e percosso È il modo partenopeo di rendere l’italiano: il danno e la beffa prendendo a termine di paragone il povero ovino assurto a modello ed emblema del marito tradito, ma qui simbolo di chi, avuto un torto debba subire anche il dileggio. Altrove in maniera molto piú icastica e cruda, piú estesamente si suole affermare ‘a sciorta d’’o piecoro: nascette curnuto e murette scannato id est: (è veramente amara) la sorte del becco che nacque cornuto e morí sgozzato; la medesima sorte cioè del marito tradito che oltre a sopportar il peso delle corna, spesso deve subire l’onta delle percosse. curnuto/a agg.vo m.le o meno spesso f.le; talvolta è usato anche come sostantivo (volg.) persona cornuta 1 provvisto di corna: animale cornuto ' argomento cornuto, (fig.) il dilemma in quanto consiste di due proposizioni contrapposte, dette corni 2 (lett.) che à forma di corno o di corna. 3 (volg.) si dice di persona tradita dal proprio coniuge; quanto all’etimo è dal lat. cornutu(m), deriv. di cornu 'corno' mazziato/a agg.vo m.le o talvolta f.le : percosso, colpito, bastonato; viene maggiormente usato l’agg.vo maschile in quanto il femminile è usato come sostantivo per indicare una variata ed estesa serie di percosse; quanto all’etimo è un derivato de l lat. mattea = bastonr, randello; sciorta s.vo f.le = sorte, destino anche, specialmente nell’esclamazioni buona fortuna o cattiva fortuna (cfr. ‘í che sciorta! = guarda che fortuna!(buona o cattiva a seconda del contesto) etimologicamente dal lat. sorte(m) con il solito passaggio della esse seguita da vocale a sci come in semum→scemo, simia→scigna, ex-aqueo→sciacquo; piecoro s.vo m.le = becco, montone, maschio della pecora etimologicamente da un lat. volg. *pĕcoru(m)→piecoro; nascette = nacque; voce verbale (3° pers. sg. pass. rem. dell’infinito nascere dal lat. volg. *nascere, per il lat. class. nasci; murette = morí; voce verbale (3° pers. sg. pass. rem. dell’infinito murí dal lat. volg. *morire, per il lat. class. mori scannato = sgozzato, ucciso mediante recisione della gola; voce verbale: part. pass. aggettivato dell’infinito scannà denominale di canna= gola (dal greco kànna) con protesi di una esse detrattiva. Concludendo si può dire che l’espressione curnuto e mazziato fu adoperata per addolcire quasi la più cruda curnuto e scannato. Raffaele Bracale
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| proverbi toscani | Rispondi |
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Salve! qualcuno di voi conosce proverbi in dialetto toscano sul denaro, risparmio e ricchezza? Grazie
Marialuisa (visiting from Italy) - marialuisamoffa@gmail.com | |
| Dialetto lombardo | Rispondi |
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Buongiorno a tutti, mi chiedevo se qualcuno sarebbe in grado di aiutarmi a decifrare il significato letterale delle seguenti espressioni in dialetto lombardo, che dovrebbero voler dire caduta, capitombolo: Creppata Skravateza Kugateze A lokadastea Skurcagnela Una tupica dal ors Grazie e Buona giornata!
Demian (visiting from Italy) - nicodemian@hotmail.it | |
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Re: Dialetto lombardo
x demian a cremona x capitombolo si dice cascada,brigulada forse non è scritto giusto però lo si pronuncia cosi
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Re: Dialetto lombardo
x demian creppata potrebbe essere o scheggiata o anche con una crepa questo nel cremonese
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Re: Dialetto lombardo
Per creppada ho sentito usare anche crèpp che è certo una variante locale - vale scivolata + caduta; la tupica da l'ors non l'avevo mai sentito ( ma è uno scherzo estemporaneo?) perché letteramente vuol dire: tocco dell'orso ( un po' come 'colpo della strega'...); delle altre non riesco a individuare l'origine, pare altomilanese ( e andrebbe specificato). esiste comunque un dizionario dei dialetti svizzeri che risponde ad alcuni dei quesiti posti.
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Re: Dialetto lombardo
x tupica da l'ors in cremonese potrebbe essere una faticaccia
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| Menta piperita | Rispondi |
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Dalle mie parti, in Abruzzo, abbiamo un termine per designare la menta piperita che è "jsebbirde" o "jasesbarde" a seconda della zona ( a Giulianova, dove abito, si trova storpiata in "lujsesbolde"). Ho sempre pensato che derivi da "jesus + burdus" o forse bardag (bardasce) e quindi potrebbe significare "Gesù bambino". Sebbene la menta nella farmacopea medievale sia legata alla figura della madonna (secondo una leggenda che narra della fuga in Egitto già riferita da qualcun'altro su questo sito), ho scoperto che nell'interno dell'Abruzzo c'è l'usanza di strofinarsi sulle mani una fogliolina di menta ogni qualvolta se ne incontra una, "sennò quando muori non vedi Gesù". Magari l'etimologia della parola è già nota a qualcuno dei partecipanti a questo forum...
Domenico Lattanzi (visiting from Italy) - giulat@tiscali.it | |
| Preghiere in dialetti | Rispondi |
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Saluti dalle Filippine! Vi prego di inviarmi queste preghiere in dialetti italiani. Essi sono per una collezione: SEGNO DELLA CROCE, PADRE NOSTRO, AVE MARIA, GLORIA AL PADRE, CREDO APOSTOLICO. La ringrazio molto e Dio ci benedica tutti!
Dante Ferry (visiting from Philippines) - danteferry@yahoo.com | |
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Re: Preghiere in dialetti
Sembrerà strano, ma tutto sommato negli ultimi due secoli si pregava poco in dialetto lombardo (la Lombardia è la mia regione). Si pregava molto spesso invece in Latino. "Pater noster qui es in coeli santificetur nomen tuum... (non so se ricordo proprio bene. O "Ave maria gratia plena dominus tecum, ecc. anche qui se ho sbagliato qualcunio mi corregga. Fino agli anni '50 nelle campagne di Lombardia, l'Italiano era poco usato. Da quanto mi è stato detto da mia madre esisteva una preghiera tutta in dialetto dedicata all'angelo custode che citava anche il santo del nome di battesimo di chi recitava la preghiera: "al Sant da 'l mèe nomm". In Valcamonica un prete ha raccolto le preghiere in dialetto bresciano, Don Lino ERTANI, scomparso alcuni anni fa. Cecherò di trovare il libro. da almeno 50 anni però le preghiere sono in ogni caso insegnate in Italiano.
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| Arcaismo? | Rispondi |
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Illustre Pagliuchella. Vi sarei veramente grato se vorrete darmi una spiegazione etimologica di " graungelo" o "gravungelo" che in quel di Castel Volturno talvolta viene usato per indicare un foruncolo, una pustola. Tante grazíe.
Peppeniello (visiting from Netherlands) - peppinoliber@libero.it | |
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Re: Arcaismo?
Peppeniello esimio la voce “graungelo” o “gravungelo” che mi assicurate sia usata in Castelvolturno per indicare il foruncolo, a me è nota con una diversa morfologia: GRAVUOGNOLO o CRAVUONCHIO = bitorzolo, sporgenza, pustoletta con derivazione da carbunculus diminutivo di carbo/onis; debbo ritenere che “graungelo” o “gravungelo” siano adattamenti locali delle due voci che vi ò indicato. Soddisfatto. Cu ‘na bbona salute! Vs. Pgliuchella (Raffaele Bracale).
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Re: Arcaismo?
Piú che soddisfatto per l'arguta e brillante esposizione. Rinnovo i miei piú vivi ringraziamenti.
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